Data: Giovedì, 13 Dic 2018
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Franco Miele: breve ritratto PDF Stampa E-mail
Articolo tratto da www.telefree.it
Sperlonga?
Sperlonga?
Formia: Ho riassunto quanto segue (aggiungendo immagini) dall'articolo di Alessandra Agostinelli "Franco Miele: breve ritratto" [eSamizdat 2008 (VI) 1, pp. 215-218].
Franco Miele (Formia 1924 - Roma 1983): pittore, poeta, storico e critico d'arte, "un umanista in chiave moderna".

Frequenta Lettere e Filosofia a Roma, dove si laurea nel 1946 con la tesi Psicologia della folla e delle masse.

Nel 1947 comincia ad esporre i suoi dipinti. Dopo qualche anno viene invitato alle maggiori manifestazioni artistiche nazionali. Espone anche all'estero (Stati Uniti, Germania, Francia, Svizzera, Norvegia).

Tra gli anni '50 e '60 riceve diversi prestigiosi premi. Alla fine degli anni '60 viene apprezzato in Russia.

Nel 1970 la sua mostra a San Sepolcro è un tributo a Piero della Francesca, che ispira la luce dei suoi paesaggi.

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Piero della Francesca: Resurrezione

Aderisce nettamente alla corrente figurativa. Viene influenzato da Giorgio De Chirico, col quale è in contatto.

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Giorgio De Chirico: La delizia del poeta

Redattore capo de La nuova illustrazione italiana, collabora come critico d'arte con altri giornali. Partecipa al dibattito sull'astrattismo, al quale dedica anche un libro (La polemica sull'astrattismo), quando in Italia si sta diffondendo la tendenza non figurativa sulla scia di Mondrian, Kandinsky e Pollock.

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Piet Mondrian: composizione in rosso, giallo e blu

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Wassily Kadinsky: Composizione VIII

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Jackson Pollock: Number VIII

Le sue convinzioni lo portano a fondare con altri la rivista Figura.

Nel 1961 diviene titolare del corso di figura all'Accademia di belle arti - Liceo artistico di Roma.

Si occupa anche di filosofia e poesia.

Nel 1965 pubblica Teoria e storia dell'estetica, dall'antica Grecia al Novecento.

E' alla ricerca di un luogo ideale dove vita e arte si compenetrino.

Pubblica la raccolta La verità ha un volto, versione ampliata dei Canti del Saraceno(suo alter ego). I suoi poemi evocano un mondo ideale, "trasposizione lirica dei quadri dell'artista: ambienti silenziosi, luminosi e al contempo freddi, malinconici, distanti, quasi tendenti all'astrazione (pur restando in ambito figurativo), a una dimensione in cui le categorie di tempo e spazio diventano indefinite".

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Franco Miele: Lungomare pontino

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Franco Miele: Colline

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Franco Miele: Campagna a Formia

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Franco Miele: Paesaggio

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Franco Miele: Paesaggio con colline

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Franco Miele: Paesaggio

Nello stesso anno va in Unione Sovietica, dove torna una trentina di volte nei quattro anni successivi. Vi trova moglie: Ksenja Muratova - nipote dello scrittore e storico dell'arte Pavel Muratov - a cui dedica la raccolta di poesie Canti per Ksenja.

Con una mostra personale dal titolo Visioni della Russia, espone le opere nate dall'incontro con la realtà sovietica.
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Franco Miele: Paesaggio con casa e minareto

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Franco Miele: Paesaggio

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Franco Miele: Paesaggio

Giorgio De Chirico, nell'introduzione al catalogo, scrive: A poco a poco ... è andato maturando per la sua pittura una "sua Russia". Una Russia non oleografica, non retorica, non magniloquente, ma una Russia sentitamente umana e tutta racchiusa in immagini a un tempo intime e di largo respiro, quasi sognate. Le opere esposte sembrano porsi al di là del tempo come durata fisica ... rivelano una necessità interiore: il bisogno dell'artista di immettere i suoi contenuti di coscienza nella realtà oggettiva e nello stesso tempo di immedesimarsi nel mondo circostante, allo scopo di scoprirne e comprenderne i valori più nascosti e "ripresentarli" quindi nelle forme significanti tipiche della sua stessa arte. Possiamo quindi parlare di "visione della Russia" sostanziatasi in una rappresentazione mediterranea.

Dai contatti con artisti e intellettuali russi nasce il libro L'Avanguardia tradita, "commento al duro comportamento delle autorità sovietiche, colpevoli di aver isolato l'avanguardia e represso i suoi rappresentanti a favore dell'illusoria esistenza portata in scena dal realismo socialista".

Miele si fa portavoce del disagio vissuto da alcuni artisti dissidenti.

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Vasilij Sitnikov

Di Vasilij Sitnikov, che vive nella paura di essere internato, Miele cura il catalogo della mostra antologica tenuta ad Avezzano tra il 1971 e il 1972.

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Vasilij Sitnikov: Autoritratto con balalaika - 1963

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Vasilij Sitnikov: Mosca - 1973

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Vasilij Sitnikov: Campo - 1974

Sitnikov "è alla continua ricerca di una propria spiritualità, di una dimensione che gli consenta di affrontare la perenne condizione di instabilità e timore derivante dal pressante controllo esercitato dal regime. Solo l'approdo a una dimensione contemplativa può allora far dimenticare la propria esistenza terrena".

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Vasilij Sitnikov: Piccolo monastero - 1975

E' il caso del Saraceno, cavaliere errante alla continua ricerca della propria spiritualità. Miele lo comprende benissimo: la ricerca di Sitnikov è la sua ricerca.

Nel 1977 Miele interviene come ospite al convegno internazionale Avanguardie e neoavanguardie dell'est europeo, "rassegna dedicata alle varie tendenze considerate non conformiste rispetto all'arte del realismo socialista".

Fino agli ultimi anni della sua vita Franco Miele continua ad affiancare l'attività di pittore a quella di curatore e critico d'arte, recensendo numerose mostre di artisti italiani e sovietici.